Al rifugio Barbellino

Non c’è connessione. Non c’è il sole. Andrea guarda l’avanzare di nubi nere dalla finestra della camera. Tre letti a castello, due sedie a fare da comodini. Stanotte dorme qui, al rifugio Barbellino.
Dove la valle Seriana finisce, il fiume Serio muove i primi salti. Al di là delle nubi, la Valtellina. Poco distante il lago di Coca e il pensiero non può non andare a Diego.
Andrea aspetta Dario,  l’amico scrittore che in questo rifugio ha programmato per stasera la presentazione del suo ultimo romanzo.
Sistemato lo zaino e preparato il letto, Andrea scende nella sala ristorante. Una tazza di tè caldo accompagna una fetta di torta alle mele. La torta di carote non c’è e, comunque, non sarebbe buona come quella di nonno Carlo. Alcune donne sono intente a giocare a carte. Devono essere le mamme dei bambinetti festanti incrociati per le scale. La locandina della serata attira la curiosità dei presenti. Il libro racconta la vita di un gruppo di amici scalatori ed è ambientato in queste valli.
Andrea conosce Dario da sempre. Stessa età; era il suo compagno di banco alle elementari. Poi il destino li ha separati.
La mancanza di connessione non lo inquieta. A volte è un bene scollegarsi dal mondo. Lo preoccupa la mancanza dell’amico. Fuori ha iniziato a piovere e Dario non si vede.

«Marzia, mi daresti una biro e un foglio?»
Marzia e Mario, moglie e marito, sono i due gestori del rifugio. Insieme da una vita.
Andrea inganna l’attesa scrivendo ricordi. Gli ultimi anni, dal divorzio a oggi. “Cronache del cuore”, il titolo del suo scritto.
Allo stesso tavolo, le signore, concentrate sulla partita a “Scala Quaranta”, non si accorgono di lui.
Il cellulare è appoggiato alla tazza vuota. Anche se non prende, l’abitudine di averlo davanti agli occhi. Le briciole della torta lo tentano, una seconda fetta non sarebbe male.
La strada dei ricordi è sempre la più lunga, un foglio non è sufficiente.
Marzia, riccioli neri e un paio di occhiali dalla montatura generosa, sorride ai clienti. L’intesa con Mario è palese. Andrea li osserva, prova invidia. Salendo al rifugio sono stati diversi i pensieri negativi che hanno accompagnato il suo cammino. Avrebbe voluto parlare con qualcuno.
«Buonasera Dario. Alla buon’ora!»
«Ragazzi scusate. Il maltempo mi ha rallentato.»
All’ora di cena ecco l’amico, con lo zaino carico di libri. 

tratto dal romanzo che sto scrivendo: “La torta di carote”

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